Perché il bike-sharing a Siena fa mediamente schifo.

Sparire dopo soli 4 post è un po’ triste, ma giuro sto sotto esame.

Però il tempo per buttare giù due righe su sta cosa del bike-sharing lo trovo. Magari qualcuno legge ed evita di impegnare 20/30 euro in qualcosa che è conveniente, ma non troppo.

Specificazione importantissimissimissima: questo post è scritto da un’impedita che non sa andare in motorino e ha imparato ad andare in bicicletta a 15 anni. No non 5, 15. Quindi se siete il Pantani de noantri (ma senza ddròga-ddòping, che fa male) ignorate serenamente questo contributo e andatevi a leggere quello sull’usato, magari trovate una super-bici a poco.

Allora, ero con BestBoy di ritorno da un viaggio, scendo dal pullman e vedo uno dei punti di parcheggio bici. Essendo io un terribile ibrido composto da un’ambientalista + una ragazzina viziata + un’autolesionista, ho deciso che dovevo tornare a casa in bici-elettrica. Insomma, non inquina (b-i-c-i e-l-e-t-t-r-i-ca), ha la pedalata assistita, il cestello per metterci la borsa, ma perché tornare a casa a piedi, quando puoi tornare vicino casa (l’ultimo dei “parcheggi” presso casa mia è tipo a 600m) su un magico giocattolone con le ruote?

Facciamo l’abbonamento, io non ho ancora 26 anni, quindi pago 20 pippi, BestBoy è vecchio quindi ne paga 30.

Funziona così: (riassunto della spiegazione dell’impiegato di Siena parcheggi)

30/20 € all’anno per ricevere una tesserina, con cui puoi sbloccare una bici nei 13 parcheggi sparsi in giro per la città. Ti diamo anche una bella mappa, così non ti perdi. Passi la tessera sul sensore, aspetti che la bici faccia tre bip (non uno lungo, per-carità-sennò-si-blocca-tutto, i bip devono essere tre!). A quel punto puoi staccare la bici. Se non si stacca riprova da capo, (attento al numero dei bip!) Se ancora non si stacca prova delle manovre improbabili fino a che il Dio della Mobilità Sostenibile non decide che può smettere di trollarti e concederti di staccare la bici dal paletto cui è ancorata tramite magia nera. A quel punto fai quello che ti pare, girella quanto vuoi, ma non superare un’ora se no ti togliamo altri soldi dalla tesserina (che per ora è caricata con 5 euro).

A questo punto io ero ancora in preda all’entusiasmo per la splendida idea, quindi smetto di ascoltare, sorrido e annuisco e appena il tizio ha finito con le raccomandazioni mi scaravento verso la mia nuova esperienza smart, green e sonasegaio.

Per farvela breve: la bici non si stacca facilmente, pesa tantissimo perché trasporta il motorino elettrico, su 8 parcheggiate 4 non funzionano, sulle altre 4 la pedalata automatica parte quando le pare a lei e parte velocissima, che se non stai attento investi i contradaioli, o peggio i bambini contradaioli. Inoltre a Siena non sanno guidare (scusate senesi, ma io so romana, quindi la mia critica è autorevole) e corrono con dei macchinoni enormi per strade strettissime, che se poco poco siete sulla bici-elettrica e state cercando di manovrarla per una salita con la pendenza del 75%, le probabilità di essere investiti equivalgono a quelle di trovare traffico sul GRA.

Insomma, la città non si presta: troppe salite, troppe discese, strade strette, curve insidiose e SUV assassini. Se non siete dei ciclisti provetti, lasciate proprio perdere che vi risparmiate uno stress notevole e anche 30 euro. Ora vi saluto, che BestBoy sta per andare via e lo devo salutare per benino. Dice che torna a casa con la bici elettrica. Bah.

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