Reducetarianesimo: Battibecchi a Banchetto, Bacon e Brian Kateman

Insomma, pubblico il mio primo post e la pagina About, e scrivo di essere reducetariana. Fra i commenti di facebook, un’amica esordisce: “Tutto molto bello, ma che significa reducetariana?”.

Incredulità totale. Possibile che esista ancora nella mia cerchia di amici in carne ed ossa, cioè quelli con cui parli proprio a voce nella vita reale, qualcuno che non si è ancora sorbito la storia (leggi: pippa) sul reducetarianesimo?! Bene, cara la mia Ingenua Collega dal cuore d’oro, eccoti accontentata. Se tutto va bene, avrai contribuito al benessere del nostro Pianeta Terra.

Situazione di partenza:

Avete presente quando siete a tavola, e viene fuori che uno dei commensali è vegetariano? Ecco, lì in genere mi sale il nazismo. Intendiamoci, non contro il povero vegetariano che ha tutto il diritto di avvertire il padrone di casa che se non mangia tutto non è per maleducazione, o perché la cena non sia di suo gradimento, ma perché ha scelto di non cibarsi di animali.

Nonono,

è che in quel momento, quando GLI ALTRI, gli onnivori per intendersi, scoprono di avere un alieno seduto proprio accanto a loro, scatta un fenomeno psicologico inevitabile, collettivo, una di quelle robe alla “non sono razzista, ma…” oppure “che poi i gay sono brave persone”: quel fenomeno per cui ciascuno si sente in dovere di dare la propria opinione in proposito, spinto da un’esplosiva combinazione di 1)inconsapevole coda di paglia 2)disagio generalizzato 3)intimo bisogno di riscatto.

Ecco che parte la fiera del luogo comune: “Allora ti piacciono gli animali?” (seriously?!?!?!?) ; “Ma non sei vegano, vero? Quelli sono proprio esagerati!” (N.B. la pronuncia del termine vegano, è in genere accompagnata da smorfia di disprezzo e tono inorridito, sostituisci liberamente con pedofilo, assassino, delinquente); “io comunque a casa non mangio tanta carne, non la compro quasi mai, solo la carne bianca” (ah, beh, quella infatti cresce sugli alberi); “guarda che il tuo organismo ha bisogno di proteine!” (proteine vegetali, queste sconosciute).

ORA, io non sono né vegetariana né vegana (e probabilmente questo metterà a proprio agio i lettori carnivori), ma nutro un profondo rispetto per chi rinuncia alla carne e/o ai derivati animali, non fosse altro perché è destinato ad ascoltare frasi del genere quasi ogni giorno, senza per altro poter azzannare alla giugulare chi le pronuncia (abbiamo detto niente carne!).

Bravo, mio caro amico Veg, sei un esempio per tutti.

Un altro grande classico è il terzo grado sulle motivazioni (ah, sei vegetariano. Ma perchè?). Non voglio andare OT quindi mi limiterò ad elencare, senza approfondire, le ragioni per cui una persona può scegliere di non mangiare animali o derivati animali:

  1. salute
  2. etica
  3. attenzione per l’ambiente.

Scusa, come hai detto? Ambiente?!? *mindblown* 

Dato di fatto: c’è un sacco di gente che non ha minimamente idea che una dieta piena di alimenti di origine animale abbia un forte impatto ambientale. Il consumo in termini di energia e acqua è enorme, e la produzione di CO2 degli allevamenti intensivi è uno dei fenomeni più inquinanti della terra. Insomma, viene fuori che tante persone sono vegetariane anche, o soprattutto, per ragioni ecologico-ambientali.

(Ecco, adesso parte il super pippone che nessuno vuole leggere, la lezioncina noiosa su come stiamo distruggendo la terra e moriremo tutti e dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e blablabla) No, ve la risparmio.

Però, vi dovrò anche parlare del reducetarianesimo, no? Allora, dicevamo che una grande dote dei vegetariani (e ancor più, dei vegani) è la forza d’animo: quello stesso autocontrollo che risparmia le vite di tanti convitati ignoranti, permette al vegetariano di dirsi “da oggi in poi non mangerò più carne” e di rispettare effettivamente tale fioretto. Guardate che non è da poco. Ma ci pensate? Madonna, buona sta salsiccia, non la mangerò più. PANICO, almeno, io all’idea di non mangiare MAI più prosciutto crudo entro in uno stato di disperazione importante.

Se voi considerate che negli USA il consumo di carne pro capite è di 120kg (stiamo parlando di carne a colazione, pranzo, cena) capirete che si tratta di uno degli Stati con maggior impatto ambientale, e ovviamente, uno dei contesti in cui operare la scelta vegetariana risulta più difficile. Pare che l’84% dei vegetariani torni sui suoi passi dopo solo un anno (vah che non lo dico io, ma l’huffpost).

Compare allora questo personaggio, tale Brian Kateman, un grande oratore, un ragazzo giovanissimo, avrà massimo massimo 30 anni, e apre questo blog e dice la cosa più semplice del mondo: non ve la sentite di smettere di mangiar carne? Ci avete provato e non ci siete riusciti? Non preoccupatevi, potete fare del bene a voi stessi e al pianeta, anche solo riducendo il consumo di carne. Datevi un obiettivo, una cosa facile facile, non troppo impegnativa (che non c’è frustrazione peggiore di fallire una dieta!). Ad esempio, potreste aderire al #meatlessmonday, mangiare vegetariano un solo giorno a settimana, facciamo il lunedì, facciamolo in maniera smart e social, mettiamoci un bell’hashtag e condividiamo su Instagram. Se lo facessero tutti il risultato sarebbe incredbile.

Noi non siamo Americani (grazie agli dei) quindi possiamo puntare un po’ più in alto. Io sono pro, quindi addirittura faccio 6 giorni vegetariani e uno in cui mi sbizzarrisco (la domenica, il giorno del Signore, quello in cui, appunto, si svacca, per la cronaca, oggi). Quando compro la carne per la domenica faccio in modo di cercarla il più possibile locale biologica.

Ecco, mia cara Amica, cosa vuol dire che sono reducetariana: aderisco ad un movimento a cui magari aderiscono in molti, senza saperlo. Potrei anche non etichettarmi, ma forse il senso di appartenenza ad una comunità aiuta a rafforzare la disciplina nel perseguire il proprio obiettivo. Su di me funziona. Comunque, lettori miei, pensateci. Lo sforzo è minimo, i risultati incredibili. Vegetariani e Vegani non saranno più “gli amici alternativi che portano l’hummus alle feste”, ma dei modelli da seguire, e da stimare tanto, perché non fanno strage di animali né di umani ignoranti.

Cosa che io, ricordiamo, posso fare una volta a settimana.

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